Contro spionaggio

Al controspionaggio si ricorre, quando si crede o si è appurato di essere vittime di comportamenti di spionaggio diretto o indiretto, come anche di intercettazioni ambientali, telefoniche, informatiche, ecc. senza che comunque si voglia rendere noto alla controparte di aver effettuato la scoperta e quindi smascherarne i propositi.

 

Tale decisione implica vari vantaggi, tra i quali il più importante è quello di capirne i motivi di tale situazione, per meglio difendersi e ribattere in caso di comportamenti illeciti o comunque dannosi e semplicemente sleali nei propri confronti.

 

Come si è già detto, quindi, è un meccanismo di prevenzione che ha lo scopo di difendersi, e allo stesso attaccare la slealtà di concorrenti, avversari e di ogni altra persona o soggetto pubblico che abbia la necessità o il semplice interesse a mettere in campo questi comportamenti, più o meno illeciti.

 

I vantaggi della difesa preventiva, inoltre, servono a mettere in chiaro le proprie posizioni di buona fede in particolari situazioni, pubblicando, in seguito, se eventualmente necessario, le azioni di spionaggio subite, giustificando così la difesa delle proprie azioni di controspionaggio professionistico e in ogni caso legale.

 

Da quest'ultimo punto di vista, infatti, i clienti che decidono di ricorrere a tali strumenti, sono rassicurati da una legislazione che tutela i soggetti da questo tipo di operazioni, che dunque possono essere implementate in virtù degli art. 38 e 222 del decreto lgs. n. 271 del 28 luglio del 1989 e dell'art. 327/bis, comma 3, del codice di procedura penale, e anche della Legge n. 397 del 7 dicembre 2000 che autorizzano le società specializzate in questi servizi a svolgere tali azioni (di concerto e avendo l'approvazione di un avvocato), affinché esse servano a reperire prove di difesa in caso di eventuali procedimenti di rilevanza penale.

 
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